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Rifiuti speciali: quali sanzioni per chi non li smaltisce correttamente?

Le sanzioni nelle quali si può incorrere quando ci si occupa di rifiuti speciali sono piuttosto gravi.

Per quanto concerne le aziende, la questione dello smaltimento di tali rifiuti è una faccenda molto delicata: tanto da un punto di vista pratico quanto legislativo.

La legislazione italiana è piuttosto chiara circa la responsabilità di chi detiene certi rifiuti. Questa, in senso totale, riguarda qualunque attività produca rifiuti da ufficio o industriali.

Sarà l’attività stessa a occuparsi del loro smaltimento.

Le sanzioni a cui è possibile andare incontro, se quest’operazione non fosse eseguita a norma di legge, toccano sia il civile che il penale.

Le normativa sui rifiuti 

Ma quali sono le sanzioni che rischiano le aziende?

La gestione di ogni rifiuto, compresi quelli speciali, è disciplinata dalla parte quarta del D.Lgs 152/06.

Per i rifiuti speciali, abbiamo visto, è previsto un iter molto rigoroso che ingiunge il trasporto degli stessi in appositi depositi di smaltimento.

La normativa prevede l’iscrizione al Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e la redazione del Formulario identificativo del rifiuti.

Perché tutte queste disposizioni vengano eseguite correttamente, senza incorrere in sanzioni, si consiglia di affidarne la gestione a società di professionisti.

I rifiuti speciali

Ogni rifiuto viene distinto in base al criterio della provenienza (rifiuto urbano e speciale) e della pericolosità (pericoloso e non pericoloso).

La produzione di un rifiuto speciale pericoloso da parte di un’azienda è molto più semplice di quanto non si pensi: fotocopiatrici, fax e tooner per la stampante rientrano perfettamente in questa categoria.

Già con questi, in caso di un loro scorretto smaltimento, si rischiano sanzioni che vanno da poche migliaia fino a decine di migliaia di euro.

I rifiuti pericolosi si riconoscono per la presenza di un asterisco nel codice a 6 cifre, rispondente al Catalogo Europeo dei rifiuti, che contrassegna ogni rifiuto.

Le sanzioni per chi effettua una gestione non autorizzata di rifiuti speciali

Nel caso in cui l’iter di gestione e di smaltimento di rifiuti speciali non fosse eseguito nel rispetto delle modalità sottoscritte dalla normativa, l’attività di gestione sarebbe da considerarsi non autorizzata.

Effettuata, dunque, in mancanza di prevista autorizzazione, iscrizione o comunicazione.

Le sanzioni previste dall’articolo 256 del Codice dell’ambiente, in questo caso, sarebbero:

  • Pena dell’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da duemilaseicento a ventiseimila euro in caso di rifiuti non pericolosi.

  • Arresto dai sei mesi ai due anni, con l’ammenda da duemilaseicento e ventiseimila euro, se si tratta di rifiuti pericolosi.

Tali pene si applicano indiscriminatamente ai titolari delle aziende e ai responsabili di enti che abbandonino rifiuti in modo incontrollato o li immettano in acque superficiali o sotterranee.

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