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Smaltimento contenitori di fitofarmaci: come si fa, dove smaltire e costi

Lo smaltimento dei contenitori vuoti di prodotti fitosanitari è un adempimento obbligatorio e imprescindibile per gli operatori della filiera agroalimentare. Tutti i rifiuti prodotti da un’attività agricola rientrano nella classificazione dei rifiuti speciali. In base alla loro pericolosità, vengono inoltre classificati in rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Un esempio di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dall’attività agricola sono i contenitori vuoti di PF bonificati, mentre sono rifiuti speciali pericolosi i contenitori vuoti di PF non bonificati, i residui di miscela di prodotti fitosanitari, i prodotti fitosanitari revocati e il materiale di raccolta di sversamenti accidentali. Ma come deve avvenire la gestione dei contenitori vuoti di fitofarmaci e dei prodotti fitosanitari per essere a norma?

Come e dove smaltire ciascun contenitore di rifiuti agricoli per non incorrere in sanzioni e qual è il costo per lo smaltimento? Il processo di raccolta e smaltimento di prodotti fitosanitari, diserbanti e simili è una materia complessa che richiede far fronte a della burocrazia e da parte di una piccola azienda il totale affidamento a realtà esterne. In questo articolo speriamo di darvi tutte le delucidazioni di cui avete bisogno per capire almeno a grandi linee come funziona il processo di smaltimento dei contenitori di fitofarmaci.

Come avviene lo smaltimento dei contenitori di fitofarmaci

contenitori vuoti agrofarmaci

Per lo smaltimento dei contenitori di fitosanitari è buona norma procedere ad un’operazione di bonifica di questi contenitori. Chi utilizza prodotti fitosanitari, in veste di produttori di rifiuti speciali, sono obbligati ed hanno la responsabilità di classificare i loro rifiuti di imballaggio. Se si desidera classificare i contenitori vuoti di fitofarmaci come rifiuti speciali non pericolosi (CER 15.01.06), è necessario sottoporli ad operazioni di lavaggio aziendale secondo specifiche modalità.

L’operazione va eseguita nell’azienda al momento della preparazione della miscela. Il refluo che viene generato dopo la bonifica dei contenitori vuoti di fitofarmaci deve essere recuperato e non disperso nell’ambiente, quindi dev’essere nuovamente utilizzato solo ed esclusivamente per i trattamenti fitosanitari previsti per il fitofarmaco presente nel refluo, quindi inserito in una botte. Il lavaggio aziendale può essere di due tipi:

  • Lavaggio manuale: nel contenitore viene immesso un ammontare di acqua pulita pari al 20% del suo volume, poi il contenitore viene chiuso ermeticamente e si eseguono almeno 15 inversioni complete tornando ogni volta alla posizione di partenza. Dopodichè, bisogna aprire il contenitore, svuotarlo e farlo sgocciolare per 30 secondi circa. Questo procedimento va ripetuto tre volte per ciascun contenitore vuoto di fitofarmaci. Se necessario, bisogna pulire il contenitore anche all’esterno. E’ lavaggio manuale la pulizia accurata di contenitori vuoti di fitofarmaci che contenevano un prodotto che va miscelato alla soluzione per la distribuzione in campo. Per questi prodotti, i contenitori vanno svuotati in modo accurato affinchè avvenga il massimo allontanamento dal prodotto fitosanitario.
  • Lavaggio meccanico: consiste in un lavaggio che si può effettuare con una delle tante attrezzature reperibili sul mercato. Utilizzando un’attrezzatura, si può fare un lavaggio meccanico servendosi di un quantitativo d’acqua minimo di 4,5 litri al minuto e una pressione di almeno 3 bar. Il lavaggio meccanico dura almeno 40 secondi, a cui si aggiungono almeno 30 secondi in più per lo sgocciolamento.

Oltre al contenitore stesso, va smaltito anche il suo tappo ove presente. Per smaltire contenitori vuoti di fitofarmaci bonificati occorre usare i sacchi verdi su cui vanno scritti nome, cognome e numero di telefono. I contenitori vuoti di fitofarmaci che non vengono sottoposti a un lavaggio aziendale sono da classificarsi come rifiuti speciali pericolosi (CER 02.01.08 e CER 15.01.10) e quindi è obbligatoria la loro gestione.

Per lo smaltimento dei contenitori vuoti di fitofarmaci non bonificati si utilizzano i sacchi rossi. La normativa vieta lo smaltimento di contenitori vuoti di fitofarmaci attraverso l’internamento, l’incenerimento e il loro inserimento nei cassonetti per i rifiuti urbani. E’ inoltre obbligatorio per legge dimostrare l’avvenuto smaltimento entro e non oltre un anno dalla produzione del rifiuto: ciò vale sia per i contenitori vuoti di fitofarmaci che per tutti gli altri rifiuti prodotti.

Per ciò che concerne la burocrazia, per lo smaltimento dei contenitori di fitofarmaci è necessario compilare il Fir, ossia il Formulario identificazione rifiuti. Le aziende agricole sono esenti dalla tenuta del registro di carico e scarico e dalla presentazione del Mud. Il Fir deve essere trasportato insieme ai rifiuti (anche quelli non pericolosi), compilato dal produttore dei rifiuti e firmato non solo da quest’ultimo, ma anche dal trasportatore. Non è necessario compilare il Fir per i rifiuti non pericolosi trasportati per un massimo di 30 Kg/L al giorno, un massimo di quattro volte all’anno e un massimo di 100 Kg/L all’anno

Dove effettuare la raccolta dei contenitori di fitofarmaci

Prima di procedere allo smaltimento dei contenitori vuoti di fitofarmaci, è necessario raccoglierli e quindi decidere un luogo per il loro stoccaggio. In questo caso si può optare per il deposito temporaneo, che avviene in un ambiente o un locale che non permetta la dispersione, la contaminazione dell’ambiente, inconvenienti igienici o sanitari e danni a persone o cose.

Il deposito temporaneo deve essere creato nel luogo di produzione dei rifiuti e quindi nella stessa azienda. All’interno del deposito temporaneo i rifiuti devono essere opportunamente divisi per tipologia e pericolosità. I rifiuti speciali pericolosi devono essere isolati dagli altri e contrassegnati dall’etichetta R di pericolosità e dal codice CER. Il codice CER dei contenitori vuoti di agrofarmaci non bonificati è 02.01.08.

E’ obbligatorio svuotare il deposito temporaneo almeno ogni 3 mesi oppure quando il suo volume raggiunge i 30 metri cubi, o quando si verificano entrambi gli scenari. La durata del deposito temporaneo non può andare oltre un anno. Per lo smaltimento, i rifiuti possono essere consegnati a ditte specializzate iscritte all’albo nazionale dei gestori ambientali.

Un servizio che ha il suo costo

Affidare la gestione di questi rifiuti speciali a una ditta specializzata ha un costo che può variare in base alla tipologia dei rifiuti e in base alla quantità. Giove Logistica è un’azienda specializzata che si occupa di microraccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Per conoscere tutto sui costi del servizio per la vostra azienda, potete contattarci al fine di richiedere un preventivo. A questo scopo vi rimandiamo alla pagina Contatti tramite cui potrete mettervi in contatto con noi via e-mail usando l’apposito modulo o telefonicamente.

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